Ing. De Vecchis, ci parli del suo percorso professionale che l’ha portata nel mondo dei Sistemi Qualità.

Sono  un Ingegnere Ambientale ad indirizzo industriale, mi sono specializzato nel campo delle misure e del controllo di processo. Questa formazione ha condizionato molto i miei interessi, sia in senso professionale sia personale, anzi direi proprio che ha formato il mio approccio al lavoro e più in generale alla vita; per dirla con le parole del mio “maestro”, l’Ing. Montebelli, “solo ciò che si misura può essere controllato, gestito e quindi migliorato”. Lo sviluppo naturale di questa mia inclinazione è stata la partecipazione al Master Quality UNINFORM-ANGQ e quindi l’inizio della mia “avventura” nel campo dei Sistemi Qualità: oggi mi occupo di consulenza, audit e formazione in questo campo e in discipline correlate.

Le tematiche trattate nel Master Quality sono varie e tutte estremamente interessanti, ma è innegabile che una parte centrale di tale percorso formativo è costituita dal corso per Lead Auditor di Sistemi di Gestione per la Qualità: ci spieghi qual è l’importanza di tale figura professionale?

Un Sistema Qualità, efficace e volto al miglioramento delle prestazioni, si costruisce con pazienza e professionalità e solo grazie all’impegno della Direzione ed al contributo dell’intero personale aziendale; in questo lavoro di squadra è fondamentale il ruolo di coloro che progettano il Sistema (i sarti che “cuciono un vestito su misura”), di coloro che gestiscono il Sistema stesso e, forse ancora di più, il ruolo dell’auditor, di colui che grazie alla propria competenza ed esperienza valuta l’efficacia del Sistema e riesce ad identificarne eventuali aree di debolezza, al fine di spingere l’azienda al miglioramento, e punti di forza, per permettere all’azienda stessa di cogliere nuove opportunità e raggiungere il successo. Per fare questo, un buon auditor deve certamente possedere un bagaglio di esperienza importante, deve saper valutare ed interpretare comportamenti ed approcci diversi e a volte complessi, cercando di influenzarli in senso positivo ed orientarli al miglioramento continuo delle prestazioni.

…ma allora, “buon auditor” si nasce o si diventa?

È innegabile che le caratteristiche personali, direi umane, delle persone sono importanti, ma direi che buon auditor si diventa; il Master Quality serve anche a questo: serve ad imparare, direi padroneggiare, le tecniche di audit e soprattutto i comportamenti che fanno sì che un’azienda si apra all’auditor, riponga in lui fiducia e “sfrutti” la sua competenza. Il Master insegna il “sapere”, il “saper fare” ma soprattutto il “saper essere”, sfruttando il know-how proveniente da decenni di esperienza, di studi e di applicazioni in aziende di tutto il mondo, inserendo questo know-how in un percorso sempre innovativo ed in continua evoluzione.
Per di più il rilascio di un attestato di formazione Lead Auditor qualificato CEPAS, Organismo accreditato per la certificazione del personale, e riconosciuto da parte di IPC-International Personnel Certification Association, come quello rilasciato all’interno del Master Quality, permette al neo Lead Auditor di avere un importante riconoscimento a livello nazionale ed internazionale.

Quali sono gli sbocchi professionali di un buon auditor?

Sono molti: si può ricoprire in azienda il ruolo di auditor interno, si può diventare consulenti e fornire audit ai propri clienti, si può operare per conto di Organismi di Certificazione o, perché no, di Accreditamento ai fini del rilascio di attestazioni di parte terza (certificazioni o accreditamenti, appunto). Più in generale, diventando auditor si acquisisce la capacità di analizzare i processi e, quindi, di studiare i problemi, scomponendoli e sviscerandoli in profondità: questa abilità ci rende utili, direi indispensabili, in qualunque organizzazione; credo sia questa la ragione per cui spesso ritrovo lungo la mia strada gli “allievi” del Master Quality (li chiamo “i miei allievi”), per meglio dire ritrovo colleghi competenti ed affermati e questo mi riempie di orgoglio.